Lavorando si impara a gioire anche delle situazioni scabrose, etichettandole come divertenti e non pensandoci più.
Inauguro questa nuova rubrica dove la vita del sistemista verrà svelata in tutti i suoi misteri. Un maestro mi ha ispirato, e io cercherò di fare del mio meglio per emularlo…
Pochi minuti fa ad esempio, un caro collega di cui non posso dire il nome o l’orientamento informatico (G. per gli amici, G. per i nemici), mi ha sbottato in faccia che non avrebbe mai e poi mia usato un programma che ho installato su un serverino di prova qui in azienda perché a dir suo “Non è assolutamente necessario”, “Non mi è stata data l’autorizzazione dal capo per farlo” ed “E’ uno strumento di controllo per gli impiegati”.
Il software in questione è usato per organizzare il lavoro quotidiano con tabelle, note, calendari condivisi, ecc… ed è quindi ovvio che chi non fa un cazzo tutto il giorno lo consideri uno strumento pericoloso. Fortunatamente gli altri colleghi hanno appoggiato e (credo fortemente) anche il sommo capo apprezzerà. Lui se la prende in culo e sarà costretto:
A) A lavorare.
B) A scrivere pubblicamente che non fa un cazzo dalla mattina alla sera.
Decisamente una vittoria per i buoni sistemisti.

