4 – Altro piccolo programma

Passiamo a qualcosa di lievemente più complesso:

riapri Notepad++ e scrivi

$a = “Ciao”;
print $a;
print “\n”;

Salva come secondo.pl e sempre dal prompt dei comandi lancialo con perl secondo.pl. Quello che vedrai sarà un semplice “Ciao” e un ritorno a capo. Entriamo così in un argomento importante: le variabili. Le variabili non sono altro ceh contenitori in cui inserire valori. questi valori possono essere stringhe, numeri o qualsiasi altra cosa (come vedremo avanti). Per accedere alla variabile a, e quindi per leggerla o assegnargli un valore, dobbiamo far precedere alla variabile il simbolo “$“, che identifica quello che in gergo tecnico uno scalare. Una variabile scalare può contenere un solo valore alla volta, mentre esistono strutture di dati (come gli array di cui parleremo più avanti) che possono contenere più valori.

La riga

$a = “Ciao”;

assegna quindi alla variabile scalare a il valore “Ciao”, ovvero una stringa. Il nome che ho scelto per la variabile è a ma si può usare un nome qualsiasi, anche se è meglio non inserire caratteri strani all’interno del nome come punti interrogativi, $, %, ecc, per ovvie ragioni: perl li interpreta in altri modi. Se tu chiamassi una variabile a; infatti per l’interprete è come se avessi detto: “variabile a e fine della riga, passa alla successiva istruzione”.

La seconda riga

print $a;

ovviamente stampa a schermo il contenuto della variabile a. Come vedi anche ora abbiamo fatto precedere alla variabile il simbolo $. Perchè non abbiamo racchiuso $a tra virgolette? Se lo avessimo fatto il risultato sarebbe stato lo stesso, ma in altre situazioni le cose sarebbero cambiate, quindi è meglio non precorrere i tempi.Come al solito il punto e virgola indica a perl che l’istruzione è finita e bisogna passare alla riga successiva, ovvero:

print “\n”;

Che come abbiamo visto, stampa un ritorno a capo.

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